“Nella vita l’unica cosa certa è la morte, cioè l’unica cosa di cui non si può sapere nulla con certezza.” Sören Kierkegaard
Cosacerta Vs Capras crew – Death on the Wall from fabrizio on Vimeo.
Questa è Cosacerta !
Come sempre parte tutto da una t-shirt. Faccio il mio giro abituale su Supersuperficial – ne parleremo prima o poi – per vedere che cosa c’è di nuovo dall’ultima volta, e mi imbatto in questa stampa che mi ricorda tanto la locandina di “Ogni cosa è illuminata“, un ragazzino con degli strani occhiali e uno strano copricapo. Molto vintage, molto corsa allo spazio, ascendenza fifties direi. Mi incuriosisce. L’autrice della stampa è una illustratrice inglese, Lauren Mortimer. Il primo impatto con il suo sito conferma la sensazione: un televisore oldfashioned dal cui schermo sbuca fuori una serie di uccelli. Niente di aggressivo o variopinto stile fauna della foresta pluviale. Siamo semplicemente introdotti in un’universo fermo ad una cinquantina d’anni fa, popolato di bambini, uomini e animali – o bizzari incroci fra le tre categorie – con un lato oscuro, qualcosa di torbido che affiora sotto la superficie così glossy e patinata. Un potente attivatore di immaginazione. O anche: nostalgia, che moda.
Magliette, sempre magliette, fortissimamente magliette. Scomodo e parafraso il caro vecchio Alfieri per sottolineare la dedizione e la caparbia con cui solco le acque placide del web alla ricerca di nuove emozioni stampate su cotone. Questa volta la mia nave s’è avventurata lungo la Senna fino a raggiungere le morbide sponde di Thgallery, il progetto di Benjamin&Antoine, due ragazzotti nati nei primi anni ’80 e cresciuti a suon di skateboard, street art e musica rap e approdati all’industria tessile con l’intenzione di abbinare etica ed estetica – parole loro, big ideal -.
Il concept, poi, alla fine, è una cosa del tipo “to bring art into everyday life” e quindi abbiamo a che fare con grafiche commissionate a giovani designer – il nome più ricorrente è quello di Laurent Desgrange -, con una decisa impronta pop – pastiche! tutto dentro! peschiamo anche dai ’90! -, prodotti rigorosamente made in France e un package davvero delizioso. E con davvero delizioso intendo che mi piace un sacco: le t-shirt sono impacchettate come fossero 33 giri, con tanto di copertina che riproduce la stampa della maglietta. Il tutto firmato e numerato. Si avete capito bene, tiratura limitata.
Pronti, ai blocchi, partenza, via.
Il numero 13. Ho quasi pensato di saltarlo. Salvo poi ricordarmi che di solito è il 17 la bestia nera, e che il 13 è inappropriato solo se è il numero dei commensali. Vabbè… bando alle ciance…a che età avete imparato ad apprezzare quell’universo colorato e multiforme che possiamo etichettare come “verdura”? Per quanto precoci possiate essere stati, sicuramente non avete approcciato ortaggi&co con lo stesso estro di Lucas Savelli, 22 anni – sic! -, designer con residenza Buenos Aires. Lucas lavora con il nome di Comé Verdura, o semplicemente Verdura, e si diletta nella produzione di t-shirt stampate che vende attraverso la sua pagina Facebook…partendo da un classico ”Sexo, Verdura & Rock’n'roll” – versione per intestini pigri e/o losangelini della beneamata triade “sesso, droga&rock’n'roll”-, il ragazzo è arrivato a sfornare una serie di illustrazioni che convertono in comuni verdurine e similaria delle ingrombrantissime icone pop – con tanto di nome appropriato alla mutazione -. Per non essere da meno riassumerei così l’operazione: pop-mashed-potatoes.
PS: Per la serie completa vi rimando al profilo Flickr.
Una novità, una piacevole novità -chiamasi self empowerment-. Una rubrica per il salvifico cazzeggio del lunedì mattina. Una rubrica per raccontarvi su quale spiaggia mi hanno portato le imprevedibile surfate del fine settimana. Dove si infrangono le onde migliori.
Per iniziare una scoperta non troppo recente, Sixpack France. Per rimanere nella metafora marinaresca, la caletta che scopri per caso e poi ci passi l’estate. Sixpack è un brand francese che fa streetwear. Ovviamente fanno total look, ma il loro piatto forte sono le magliette stampate -premetto di avere un debole per la merceologia in questione-. Le loro t-shirt nascono tutte dalla collaborazione con illustratori e grafici (i miei preferiti nel parterre: Kevin Carpio e Hello Monsters). Ne fanno a pacchi, vi perderete sfogliando le pagine. Non vi piaceranno tutte, ma almeno un buon 50% vi manderà fuori di testa. Ovviamente c’è lo shop on line, altrimenti a Milano le trovate da Special, in corso di Porta Ticinese.
A lunedì prossimo. Stay tuned!
PS: un ringraziamento ai Baustelle, dai quali ho evidentemente mutuato il titolo della rubrica.