
TRAP LIGHT Designer: Gionata Gatto e Mike Thompson
Archeologia industriale, una location perfetta per chi vuole proporre nuove idee che raccolgono il buon gusto, la ricerca formale, la diversità culturale e, non possiamo negarlo, la voglia di emergere: si perchè sono proprio i designer emergenti a trovare spazio in una delle mete più suggestive – e mai deludenti – della settimana milanese del mobile: Rossana Orlandi, una sapiente mecenate (tra moda e design), riceve, elabora, giudica, boccia o approva, per poi esporre e vendere, idee e progetti nella sua fucina in cui, nei primi dell’ottocento, si fabbricavano cravatte.
Da sempre, a diverse domande su qual’è il posto più ricco, il meno commerciale, il più eterogeneo, suggestivo e insieme accogliente della settimana targata Design rispondo: Rossana Orlandi.
Nomi noti e sconosciuti, prodotti industriali e artistici, tecnologia e artigianato non compongono uno scenario da bazar ma piuttosto un selezionatissimo spaccato che, a distanza di anni, sembra sempre di più una rara occasione di dare un’occhiata su quello che potrebbe avvenire nei mesi -azzardo anni- successivi.
Sei un architetto? Lo devi conoscere
Sei un designer? Ci devi andare ogni anno
Sei un CoolHunter? Ci dovresti vivere
La voglia di musica è esplosa, su questo nessuno ha più dubbi; è successo tutto attraverso un percorso che, nel giro di pochi anni, ci ha riportato ad ascoltare, scambiare, comprare e consumare musica con lo stesso vigore degli anni in cui sono stati introdotti i principali supporti e device musicali: grammofono, vinile, mc, ghetto blaster, walkman, cd, minidisc (?), mp3, ipod!
Adesso che lo standard audio MP3 sembra aver consolidato il ruolo di promotore della diffusione di musica e che lo scontro sui device elettronici tascabili è stato nettamente vinto dal brand della click wheel, siamo entrati nel vivo di una nuova bagarre sul tema della musica tascabile: chi e cosa deve portare la musica dalla tasca alle orecchie?
In principio i minimali auricolari Apple, dallo stile tanto anonimo da essere stato una calamita per i male intenzionati, sembravano aver segnato la via della riduzione di ingombro misto a qualità media della diffusione; poi è venuto il tempo delle più ingombranti cuffie con clip per le orecchie, figlie di quella necessità di fare a tutti i costi sport (anche se correre su di un tapis roulant non è proprio sport!) ascoltando musica.
Mercato maturo, necessità di distinguersi e desiderio di maggiore qualità del suono hanno di recente fatto migrare l’attenzione dei produttori (se supponiamo che sia il mercato a guidare i consumi e non i consumi a guidare il mercato!) verso un MEGA trend, visto che staimo parlando delle cuffie “sovraurali e circumaurali”: si tratta di cuffie molto ampie che possono arrivare a coprire completamente l’orecchio per garantire un ascolto più “pieno”, senza disturbi esterni e magari anche senza quel fastidioso dolore tipico delle cuffie auricolari.
Prima era prerogativa dei DJ indossare queste morbidissime cuffie, poi anche musicisti e puristi dell’audio… dopo ancora sono sbarcate wireless (derise!) sulle poltrone di mezzo mondo sulla testa di nonni dall’udito non più perfetto; adesso le trovate dappertutto, POP in tutti i colori, giganti e decorate con Swarovski.
Intanto c’è chi si muove su terreni inesplorati dell’amplificazione, una sorta di MOBILE MUSIC: il riferimento è SHAKE , un prodotto USA pensato per chi proprio della musica ce l’ha in testa, sempre!!!
“The only Hotel where Music lives“. Direi che questa è la frase più improbabile e bizzara, che abbia mai sentito, per definire un albergo! Eppure il nuovo NHOW hotel di Berlino è proprio un insieme di forti emozioni e nuove sperimentazioni dove l’ospitalità e il servizio fanno da padrona al nuovo concetto di hotellerie creato dal geniale Karim Rashid.
Si esprime così il designer di origine egiziana Karim per definire il nuovo progetto di Berlino: ”Il design è intorno a noi e ha lo scopo di coinvolgerci a tutti i livelli; il design ripensa il mondo in cui viviamo per scoprire linguaggi inediti. Spesso mi domando se il mondo reale sia esso stesso un’esperienza seduttiva, connettiva, ispirazionale e se sia duttile alle esigenze di ognuno di noi cosi come lo è quello digitale quello che ho voluto realizzare al NHOW Berlin è creare uno spazio in cui coesistano le informazioni digitali del mio mondo estetico” Karim Rashid è un pazzo, ma geniale! E io, personalmente, lo amo proprio per la sua pazzia!
L’hotel si presenta come un imponente complesso rettangolare, con una base color crema, sovrastata da una eccentrica piattaforma grigio topo. Ciò che attrae subito l’attenzione è la pancia di quest’ultima composta da una serie di specchi che riflettono le acque del fiume Sprea.
Nhow Berlino non attrae solo per la sua stravagante architettura ma, soprattutto, perchè è l’unico hotel europeo con due studi musicali professionali di registrazione e mixaggio al suo interno. Gestiti, altresì, dal personale degli studi musicali Hansa Studios! (dove incidono artisti di fama internazionale come gli U2, REM, David Bowie e tanti altri).
Musica in libertà anche nelle camere da letto! Basta avvertire prima la reception e, come se fosse la cosa più naturale del mondo, ti viene recapitata direttamente in stanza una chitarra elettrica o classica a seconda delle tue esigenze! Fantastico!
Non so voi, ma io non vedo l’ora che arrivi il 15 Novembre, per poterci fare una visitina, stavolta non avrò neanche bisogno di portarmi dietro la mia chitarra!
Murales e graffiti sono da decenni la forma di espressione artistica più comune per le strade delle nostre città: dai graffiti della grotta di Lussac, passando per il lavoro del messicano Rivera fino alle espressioni più controverse e recenti dell’arte murale MADE in ITALY (auto censored by Asker)questa forma di comunicazione ha sempre ottenuto grandi attenzioni, tanti sostenitori e troppi emulatori. Da alcuni anni la bomboletta ha ceduto il passo, almeno in alcuni ambienti, ai graffiti markers , pennarelli a testa larga e ricaricabili con cui taggare la gittà.
Le TAG, firme stilizzate dei writer metropolitani, hanno fatto la loro comparsa su muri, vetrine e saracinesche di tutta Italia; elementi che, come in una guerra tra bande, rappresentano un passaggio, rivendicano il controllo di una zona o diffondono uno stile.
Questo concetto ha permesso una rapida diffusione dei marker (da portare nello zaino o nello scooter) ed una abitudine-tendenza a comunicare sulle pareti verticali cittadine
Da un po’ di tempo, però, la superficie su cui scrivere o disegnare è stata ruotata di 90°, ora è orizzonatale: la strada!
Ecco marciapiedi e strade presi di mira dai “giovani firmatari” per nuove TAG e dichiarazioni d’amore: spesso ho visto dediche e frasi d’amore davanti a portoni d’ingresso o sotto le finestre delle novelle Giulietta del XXI secolo. Cambia l’inclinazione della superficie-tela (orizzontale), cambia il punto di vista dell’osservatore (finestra) e spesso cambia anche il contenuto (no immagini ma parole e frasi).
Qualcuno ha anche pensato pene di utilizzare questa tecnica per operazioni di adv e marketing!
Non è dècoupage e non è un patchwork… si tratta di parti in cartone incastrate fino a formare figure tridimensionali. Decorazioni ricche su materiali poveri, icone piene di significati simbolici (la testa di cervo è da sempre considerata un trofeo!).
Unexpected things… in effetti è un prodotto incredibilmente particolare, figlio di quel filone decorativo tipico di chi desidera personalizzare uno spazio come un LOFT o un monolocale
visti da Hi-Tech Milano e sul My Flickr