
TRAP LIGHT Designer: Gionata Gatto e Mike Thompson
Archeologia industriale, una location perfetta per chi vuole proporre nuove idee che raccolgono il buon gusto, la ricerca formale, la diversità culturale e, non possiamo negarlo, la voglia di emergere: si perchè sono proprio i designer emergenti a trovare spazio in una delle mete più suggestive – e mai deludenti – della settimana milanese del mobile: Rossana Orlandi, una sapiente mecenate (tra moda e design), riceve, elabora, giudica, boccia o approva, per poi esporre e vendere, idee e progetti nella sua fucina in cui, nei primi dell’ottocento, si fabbricavano cravatte.
Da sempre, a diverse domande su qual’è il posto più ricco, il meno commerciale, il più eterogeneo, suggestivo e insieme accogliente della settimana targata Design rispondo: Rossana Orlandi.
Nomi noti e sconosciuti, prodotti industriali e artistici, tecnologia e artigianato non compongono uno scenario da bazar ma piuttosto un selezionatissimo spaccato che, a distanza di anni, sembra sempre di più una rara occasione di dare un’occhiata su quello che potrebbe avvenire nei mesi -azzardo anni- successivi.
Sei un architetto? Lo devi conoscere
Sei un designer? Ci devi andare ogni anno
Sei un CoolHunter? Ci dovresti vivere
Serena e Feliciano, due giovani e, per quanto ci riguarda, promettenti designer ci hanno raccontato senza veli la loro volontà di creare e produrre altro design per mezzo di un laboratorio creativo che progetta, realizza e vende i suoi prodotti, pensati in due categorie: Lighting e Space.
Durante la Design Week milanese hanno esposto le loro produzioni 2011, tutte davvero fedeli alla loro filosofia progettuale.
Quale preferiamo? Senza dubbio EASY!!!
Altridea |Milano, Italy
www.altrideamilano.com
Che la famiglia iPhone e iPad sia nata con la camicia era sotto gli occhi di tutti anche prima che qualcuno gli cucisse addosso un polsino!
iPolso è infatti un polsino in tessuto Oxford proposto da Bagutta come idea per il Natale 2010 per proteggere i vostri smartphone e tablet.
Nello store milanese in via S. Pietro all’Orto, Bagutta, marchio famoso per le sue camice MADE IN ITALY, vi stupirà con questo elegantissimo tecno-gadget con bottone in madreperla e iniziali.
Tecnologia e qualità sartoriale sembrano aver trovato un primo punto d’incontro!
http://www.cit-spa.it/
Murales e graffiti sono da decenni la forma di espressione artistica più comune per le strade delle nostre città: dai graffiti della grotta di Lussac, passando per il lavoro del messicano Rivera fino alle espressioni più controverse e recenti dell’arte murale MADE in ITALY (auto censored by Asker)questa forma di comunicazione ha sempre ottenuto grandi attenzioni, tanti sostenitori e troppi emulatori. Da alcuni anni la bomboletta ha ceduto il passo, almeno in alcuni ambienti, ai graffiti markers , pennarelli a testa larga e ricaricabili con cui taggare la gittà.
Le TAG, firme stilizzate dei writer metropolitani, hanno fatto la loro comparsa su muri, vetrine e saracinesche di tutta Italia; elementi che, come in una guerra tra bande, rappresentano un passaggio, rivendicano il controllo di una zona o diffondono uno stile.
Questo concetto ha permesso una rapida diffusione dei marker (da portare nello zaino o nello scooter) ed una abitudine-tendenza a comunicare sulle pareti verticali cittadine
Da un po’ di tempo, però, la superficie su cui scrivere o disegnare è stata ruotata di 90°, ora è orizzonatale: la strada!
Ecco marciapiedi e strade presi di mira dai “giovani firmatari” per nuove TAG e dichiarazioni d’amore: spesso ho visto dediche e frasi d’amore davanti a portoni d’ingresso o sotto le finestre delle novelle Giulietta del XXI secolo. Cambia l’inclinazione della superficie-tela (orizzontale), cambia il punto di vista dell’osservatore (finestra) e spesso cambia anche il contenuto (no immagini ma parole e frasi).
Qualcuno ha anche pensato pene di utilizzare questa tecnica per operazioni di adv e marketing!
Era il 1973 quando Oliviero Toscani lanciava la campagna pubblicitaria “who loves me follows me’ per Jesus Jeans; da allora è stato un rincorrersi di immagini emozionanti, scioccanti, anticonformiste e irriverenti, tutte utilizzate dal creativo, ideatore tra le altre cose, anche del magazine COLORS, per costruire e consolidare sapientemente vari brand.
L’uso dell’immagine come provocazione sembra aver ripreso a far parlare di se da quando Diesel ha lanciato la sua campagna globale BE STUPID, utilizzando parole e immagini fino a ieri troppo pudiche per magazine e adv metropolitano.
Questa è una delle ultime installazioni presentate nel Diesel Store di Milano a supporto della campagna “made for kicking ass” per le nuove sneakers.
Dopo Abercrombie&Fitch, Gap e Banana Republic (prossima apertura su Corso Vittorio Emanuele), un altro colosso del fast fashion ha inserito Milano nei propri piani di sviluppo retail: si tratta di Uniqlo, parte del gruppo nipponico Fast Retailing (Comptoir des Cotonniers, Princesse Tam Tam, Theory). Uniqlo punta all’espansione in Europa (sei nuovi negozi a Parigi, oltre al flagship store di rue Scribe, due in Spagna e uno in Germania), per affermare definitivamente la propria leadership nei confronti dei competitor Zara e H&M. Punti di forza? Stile moderno e pulito e una collaborazione long run con Jil Sander, sotto il nome Uniqlo+J e il claim “basics are the common language”
Il blog che di SHOTS si ciba segnala questo doppio evento organizzato a Milano da ARTVisual:
dal 14 al 30 ottobre (vernissage il 14 ottobre 2010 ore 19.00), presso Appartamento Lago (via brera 30) ci sarà una mostra di fotografia collettiva di 5 autori emergenti che hanno vinto il bando Art Tension- I tempi dell’immaginazione dedicato al tema “Passato Remoto”, in occasione della mostra, due giorni dopo, cioè il 16 ottobre vi sarà invece la performance audiovisiva “Psicoenunciazioni Spaziali”, sempre ispirata al tema del passato remoto, con video live set e mapping 3d dei mobili dell’Appartamento Lago a cura del collettivo Delta Process e il musicista Alessandro Fiorin Damiani.
Ready, steady, go! Il 23 novembre tutti pronti ai blocchi di partenza: debutterà la capsule collection di Lanvin per H&M. Al momento nessuna immagine disponibile, solo il countdown per la sfilata di lancio, il prossimo 2 novembre. Il colosso svedese non è nuovo a collaborazioni con i grandi nomi del fashion system, ma per la maison francese si tratta di un’eccezione alla regola, il tentativo di offrire il sogno dell’haute couture ad un pubblico più ampio. In realtà già per la primavera estate 2010 Lanvin aveva collaborato con il marchio svedese Acne, realizzando una collezione in denim dal sapore street…maybe Lanvin loves Sweden?
Non so voi, ma da troppo tempo vedo in giro molti molti cilindri e mi viene da pensare che questo possa essere uno di quei trend che silentemente ritornano.
Un accessorio classico che riporta la mente a dame e carrozze, ai musical di Broadway, a Slash e a JFK!
Eccolo comparire a Milano durante la Design Week, ma questa volta dal cilindro disegnato da Jake Phipps per Innermost (UK), viene fuori luce!