A Milano hanno fatto la coda fuori da Coin per i piumini a dieci euro, a Londra probabilmente si strattoneranno per accaparrarsi uno dei meravigliosi – nota dell’autore ovviamente – waffle a forma di alieni del mitico Space Invaders, distribuiti belli caldi – da una Space Waffle Machine appositamente studiata -, negli spazi della galleria The Outsiders a Londra.
Di che si tratta? Di una mostra personale di Space Invader appunto, lo street artist francese famoso per aver girato il mondo – e raggiunto ben 35 città – lasciando agli angoli delle strade – o in location ben più assurde – piccoli mosaici ispirati ai mitici arcade game degli anni ’70, ed in particolare a Space Invaders. Davvero prolifico e davvero di successo il nostro, tanto da essere riuscito a colonizzare l’intero pianeta Terra fino ad entrare a far parte della collezione del MOCA – Museum of contemporary art – di Los Angeles e ad avere un ruolo da protagonista nel documentario del 2010 di Banksy - avete bisogno che vi dica chi è? -, Exit through the gift shop.
I suoi piccoli animaletti pixelosi ora passerano da muri più o meno accessibili alle pance dei fortunati che visiteranno la mostra, in apertura il 1° dicembre. Immagino corredati di zucchero a velo. O pronti da portare a casa, in una pratica confezione sottovuoto.
Perché ne parlo? Ne vorrei disperatamente uno. Non sarebbe una fantastica strenna natalizia?

Se non appartenete alla migliore tradizione milanese, ovvero se i vostri programmi per il fine settimana non sono stati elaborati e confermati già da lunedì, e se avete un paio d’ore libere domani, venerdì 14 gennaio, fra le 19.00 e le 21.00, il mio consiglio è fare un salto da Wok Store, in via Col di Lana 5a, per dare un’occhio alla mostra The Doorz. Il concept store meneghino darà asilo a due illustratori molto bravi, Matt Furie e Will Sweeney, che lo hanno eletto a location ideale per riproporre in Italia la mostra in questione, dopo averla presentata con successo da JaguarShoes a Londra. Vi troverete immersi in un mondo di mostriciattoli pelosi e
figure subumane, che alternativamente cattureranno la vostra attenzione o vi inquieteranno guardandovi con occhio torvo dalle pareti. E già che ci siete potrete approfittare dei saldi, oppure portare a casa una delle t-shirts a tiratura limitata di Sweeney o il set da tè stile Cappellaio matto ideato da Furie, prodotti appositamente per la mostra.
Se non vi piacciono i salti nel buio vi risparmio la fatica di googolare i nomi degli artisti. Enjoy&Join!
Will Sweeney: http://alakazamlabel.com/other.html
Matt Furie: http://www.mattfurie.com/

Minna - AW 2010-12
Ci sono forti richiami alle immagini dei film noir degli anni ’50 nei nuovi capi di Minna Hepburnx, la “preziosa” designer finlandese, con base a Londra, che in passato ci aveva abituati, nelle sue creazioni, alle sfumature dell’avorio.
Pizzi e accessori rimovibili identificano capi da indossare al mattino e portare fino a sera, nel puro stile metropolitano: ci sono collane che si possono applicare in pochi secondi trasformando un pratico “Ira dress” in un più ricercato vestito per il dopo lavoro o magari per un brunch da SOS.
Tutta la linea è caratterizzata da una attenzione alla riduzione degli scarti: la linea per bambini e alcuni dettagli dei capi donna vengono infatti realizzati utilizzando gli off-cuts dalla lavorazione degli altri capi.

Minna - accessori
Sabato sera sono andata al cinema a vedere Il cigno nero – The Black swan (A. Aronofsky). Bel film, mentre lo vedi. Stanotte Natalie Portman ha anche vinto l’oscar come migliore attrice protagonista. Comunque il film è solo un pretesto – non voglio fare critica cinematografica, non ancora per lo meno – . Un po’ di tempo fa navigando ho visto i poster di Black Swan, sfornati da La Boca, un’agenzia inglese o independent design circus, come è scritto nella bio.
La Boca ha base a Londra – strano vero? – ed è specializzata in lavori per musica cinema e fashion business. Lavora – o lavorano, non ci è dato sapere quante teste si nascondono dietro il nome – spessissimo per l’etichetta DC Recordings, immagino per ragioni di prossimità geografica, visto che sia La Boca che DC hanno sede in Portobello Road… I lavori, soprattutto le copertine dei dischi – io adoro quelle per Emperor Machine! – , non hanno quella perfezione e quella pulizia asettica da era digitale che vediamo un po’ ovunque. Niente di shiny e iperrealistico. Piuttosto ci troviamo di fronte a delle immagini un po’ granulose, quasi tattili, che hanno un sapore di epoca indefinita, spazio, abissi siderali pieni di colori e linee da scoprire. Spero siate abbastanza svegli e presenti a voi stessi questo lunedì mattina, altrimenti vi servirà una qualche macchina del tempo per abbandonare i paesaggi galattici in cui sarete catapultati e tornare alla vostra scrivania…