Era il 1851 quando un famoso costruttore di serre, Richard Paxton, propose una variante per il palazzo delle esposizioni a Londra: nasce così il Crystal Palace, pietra miliare dell’industrial design. Si, pare proprio che per alcuni studiosi, la data di nascita dell’industrial design coincida con la costruzione del palazzo che avrebbe ospitato la sede dell’Esposizione Universale.
La passione per il vetro è rinata più recentemente con Swarowsky, che non a caso ha utilizzato l’evocativo nome dell’edificio, durante lo scorso Fuori Salone (2010)
E adesso il cristallo si mette al servizio della tecnologia, e lo fa affiancandosi ad uno dei game changer del panorama del design globale: iPOD
CalypsoCrystal ha infatti “rilasciato” CrystalDock, la stazione per l’ iPhone di cristallo pregiato che ricarica iPhone e lo sincronizza con il laptop. I dock sono lo stato dell’arte del cristallo artigianale che si distingue in Europa per la qualità della lavorazione di cristallo pregiato da oltre 300 anni.
on-line su www.calypsocrystal.com.
CrystalDock viene lavorato a mano e levigato alla perfezione per così tenere sempre alla portata di mano il vostro prezioso iPhone o iPod touch: pensate ci vogliono giorni e più di 15 paia di mani per produrre un CrystalDock unico.
Crystal dock

Immaginate di essere a casa. State cercando di lavorare, ma i vostri figli (questa astrazione già mi riesce più difficile) continuano a litigarsi un Ipod Touch nuovo di pacca, il loro regalo di Natale. Voi non ce la fate più a sentire il suono stridulo delle loro voci e quindi vi alzate, strappate loro di mano il congegno e lo scaraventate a terra con tutta la vostra forza. Lo schermo dell’Ipod si frantuma e del liquido cola fra i frammenti. A quel punto non prendete la scopa ma la macchina fotografica e scattate una foto dell’oggetto in pezzi.
E’ così che Michael Tompert, grafico e designer californiano nonché ex dipendente Apple, ha partorito l’idea di rendere un omaggio sui generis proprio ad Apple e ai suoi iconici prodotti: ha iniziato ad acquistare Macbook Air, Iphone 3, IPhone 4, Ipod, Ipad, tutti rigorosamente brand new e a massacrarli nelle maniere più disparate…per vedere di nascosto -nemmeno tanto- l’effetto che fa. Ci è andato giù davvero pesante, sperimentando sui poveri cuccioli di casa Apple fiamma ossidrica, martello, pistola, sega. A ciascun oggetto è applicata una specifica e spietata tortura… Tompert è addirittura arrivato a piazzare una serie di Ipod sui binari ferroviari, in modo che venissero frantumati dal passaggio di un treno. Il risultato di questi esperimenti si sostanzia e si condensa in una serie di 12 scatti fotografici, realizzati insieme all’amico e fotografo Paul Fairchild, ed esposti lo scorso novembre alla Live Worms Gallery di San Francisco. Scopo dichiarato? Tompert ha affermato che il senso del lavoro è indagare la nostra relazione con il nuovo, con l’oggetto del desiderio che finalmente trova il suo posto nelle nostre mani desiderose e amorevoli. Un’opera alla Mary Shelley. Ovvero come il bimbetto della Kinder si trasforma in Edward Mani di Forbice.
Che la famiglia iPhone e iPad sia nata con la camicia era sotto gli occhi di tutti anche prima che qualcuno gli cucisse addosso un polsino!
iPolso è infatti un polsino in tessuto Oxford proposto da Bagutta come idea per il Natale 2010 per proteggere i vostri smartphone e tablet.
Nello store milanese in via S. Pietro all’Orto, Bagutta, marchio famoso per le sue camice MADE IN ITALY, vi stupirà con questo elegantissimo tecno-gadget con bottone in madreperla e iniziali.
Tecnologia e qualità sartoriale sembrano aver trovato un primo punto d’incontro!
http://www.cit-spa.it/
La voglia di musica è esplosa, su questo nessuno ha più dubbi; è successo tutto attraverso un percorso che, nel giro di pochi anni, ci ha riportato ad ascoltare, scambiare, comprare e consumare musica con lo stesso vigore degli anni in cui sono stati introdotti i principali supporti e device musicali: grammofono, vinile, mc, ghetto blaster, walkman, cd, minidisc (?), mp3, ipod!
Adesso che lo standard audio MP3 sembra aver consolidato il ruolo di promotore della diffusione di musica e che lo scontro sui device elettronici tascabili è stato nettamente vinto dal brand della click wheel, siamo entrati nel vivo di una nuova bagarre sul tema della musica tascabile: chi e cosa deve portare la musica dalla tasca alle orecchie?
In principio i minimali auricolari Apple, dallo stile tanto anonimo da essere stato una calamita per i male intenzionati, sembravano aver segnato la via della riduzione di ingombro misto a qualità media della diffusione; poi è venuto il tempo delle più ingombranti cuffie con clip per le orecchie, figlie di quella necessità di fare a tutti i costi sport (anche se correre su di un tapis roulant non è proprio sport!) ascoltando musica.
Mercato maturo, necessità di distinguersi e desiderio di maggiore qualità del suono hanno di recente fatto migrare l’attenzione dei produttori (se supponiamo che sia il mercato a guidare i consumi e non i consumi a guidare il mercato!) verso un MEGA trend, visto che staimo parlando delle cuffie “sovraurali e circumaurali”: si tratta di cuffie molto ampie che possono arrivare a coprire completamente l’orecchio per garantire un ascolto più “pieno”, senza disturbi esterni e magari anche senza quel fastidioso dolore tipico delle cuffie auricolari.
Prima era prerogativa dei DJ indossare queste morbidissime cuffie, poi anche musicisti e puristi dell’audio… dopo ancora sono sbarcate wireless (derise!) sulle poltrone di mezzo mondo sulla testa di nonni dall’udito non più perfetto; adesso le trovate dappertutto, POP in tutti i colori, giganti e decorate con Swarovski.
Intanto c’è chi si muove su terreni inesplorati dell’amplificazione, una sorta di MOBILE MUSIC: il riferimento è SHAKE , un prodotto USA pensato per chi proprio della musica ce l’ha in testa, sempre!!!