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Anno ZERO


Gli ultimi due anni sono stati sconvolti, mediaticamente parlando, dal fenomeno dei social media: una mutazione rapida e spesso imprevedibile ha interessato tutti i settori, sconvolgendo modelli e concetti (la memetica è al lavoro anche su questo), costringendo business e vita sociale a re-inventarsi in maniera non sempre eccellente: il profeta digitale David Shing sostiene che Facebook sia il luogo in cui accumulare amici e Twitter il luogo in cui identificare quelli che vorremmo fossero nostri amici (forse non serviva un profeta per capire questo?). Sono queste alcune delle dinamiche che hanno portato a definire nuovi strumenti che permettono di classificare, raggruppare e ghettizzare la folla di amici che popolano il nostro FB, specie se consideriamo che la parola d’ordine per il prossimo futuro sarà condividere in maniera involontaria tutto, o quasi, sulla nostra bacheca.
Per mettere al sicuro la nostra vita e assicurare accessi controllati alla nostra memoria storica, la Timeline, saranno sempre più frequenti epurazioni del portfolio amici. La gara verso il Guinnes del numero di amici è finita, la nuova frontiera sembra essere la riconquista di una nuova verginità digitale: una cancellazione totale dei contatti per poi ricostruire un portfolio fatto di selezionati amici, con cui davvero vogliamo condividere qualcosa, e non soltanto un “mi piace” ormai troppo spesso dettato dalla social-etichetta.

Crystal!

Era il 1851 quando un famoso costruttore di serre, Richard Paxton,  propose una variante per il palazzo delle esposizioni a Londra: nasce così il Crystal Palace, pietra miliare dell’industrial design. Si, pare proprio che per alcuni studiosi, la data di nascita dell’industrial design coincida con la costruzione del palazzo che avrebbe ospitato la sede dell’Esposizione Universale.

La passione per il vetro è rinata più recentemente con Swarowsky, che non a caso ha utilizzato l’evocativo nome dell’edificio, durante lo scorso Fuori Salone (2010)

http://www.designmag.it/articolo/fuori-salone-2010-swarovski-crystal-palace-design-di-cristallo/2449/

E adesso il cristallo si mette al servizio della tecnologia, e lo fa affiancandosi ad uno dei game changer del panorama del design globale: iPOD

CalypsoCrystal ha infatti “rilasciato” CrystalDock, la stazione per l’ iPhone di cristallo pregiato che ricarica iPhone e lo sincronizza con il laptop. I dock sono lo stato dell’arte del cristallo artigianale che si distingue in Europa per la qualità della lavorazione di cristallo pregiato da oltre 300 anni.

on-line su www.calypsocrystal.com.

CrystalDock viene lavorato a mano e levigato alla perfezione per così tenere sempre alla portata di mano il vostro prezioso iPhone o iPod touch: pensate ci vogliono giorni e più di 15 paia di mani per produrre un CrystalDock unico.

Crystal dock


Nota: La differenza tra cristallo e vetro è che il primo contiene ossido di piombo, il che aggiunge magnifici effetti ottici ed una diffusione speciale della morbidezza della luce.
Il cristallo può essere tagliato, lucidato e successivamente trattato, in quanto non si frattura così facilmente come il vetro.

Crystal dock - lavorazione
Crystal dock – lavorazione

Smash my bitch up: Michael Tompert, killer seriale di mele

Immaginate di essere a casa. State cercando di lavorare, ma i vostri figli (questa astrazione già mi riesce più difficile) continuano a litigarsi un Ipod Touch nuovo di pacca, il loro regalo di Natale. Voi non ce la fate più a sentire il suono stridulo delle loro voci e quindi vi alzate, strappate loro di mano il congegno e lo scaraventate a terra con tutta la vostra forza. Lo schermo dell’Ipod si frantuma e del liquido cola fra i frammenti. A quel punto non prendete la scopa ma la macchina fotografica e scattate una foto dell’oggetto in pezzi.

E’ così che Michael Tompert, grafico e designer californiano nonché ex dipendente Apple, ha partorito l’idea di rendere un  omaggio sui generis proprio ad Apple e ai suoi iconici prodotti: ha iniziato ad acquistare Macbook Air, Iphone 3IPhone 4, Ipod, Ipad, tutti rigorosamente brand new e a massacrarli nelle maniere più disparate…per vedere di nascosto -nemmeno tanto- l’effetto che fa. Ci è andato giù davvero pesante, sperimentando sui poveri cuccioli di casa Apple fiamma ossidrica, martello, pistola, sega. A ciascun oggetto è applicata una specifica e spietata tortura… Tompert è addirittura arrivato a piazzare una serie di Ipod sui binari ferroviari, in modo che venissero frantumati dal passaggio di un treno. Il risultato di questi esperimenti si sostanzia e si condensa in una serie di 12 scatti fotografici, realizzati insieme all’amico e fotografo Paul Fairchild, ed esposti lo scorso novembre alla Live Worms Gallery di San Francisco. Scopo dichiarato? Tompert ha affermato che il senso del lavoro è indagare la nostra relazione con il nuovo, con l’oggetto del desiderio che finalmente trova il suo posto nelle nostre mani desiderose e amorevoli. Un’opera alla Mary Shelley. Ovvero come il bimbetto della Kinder si trasforma in Edward Mani di Forbice.

http://www.trendhunter.com/photos/93445

Michael Tompert on Apple

Nati con la camicia

Che la famiglia iPhone e iPad sia nata con la camicia era sotto gli occhi di tutti anche prima che qualcuno gli cucisse addosso un polsino!
iPolso è infatti un polsino in tessuto Oxford proposto da Bagutta come idea per il Natale 2010 per proteggere i vostri smartphone e tablet.
Nello store milanese in via S. Pietro all’Orto, Bagutta, marchio famoso per le sue camice MADE IN ITALY, vi stupirà con questo elegantissimo tecno-gadget con bottone in madreperla e iniziali.

iPolso

Tecnologia e qualità sartoriale sembrano aver trovato un primo punto d’incontro!

http://www.cit-spa.it/

Piccole cuffie crescono!

Posermag e le sue cuffie

La voglia di musica è esplosa, su questo nessuno ha più dubbi; è successo tutto attraverso un percorso che, nel giro di pochi anni, ci ha riportato ad ascoltare, scambiare, comprare e consumare musica con lo stesso vigore degli anni in cui sono stati introdotti i principali supporti e device musicali: grammofono, vinile, mc, ghetto blaster, walkman, cd, minidisc (?), mp3, ipod!

Adesso che lo standard audio MP3 sembra aver consolidato il ruolo di promotore della diffusione di musica e che lo scontro sui device elettronici tascabili è stato nettamente vinto dal brand della click wheel, siamo entrati nel vivo di una nuova bagarre sul tema della musica tascabile: chi e cosa deve portare la musica dalla tasca alle orecchie?

In principio i minimali auricolari Apple, dallo stile tanto anonimo da essere stato una calamita per i male intenzionati,  sembravano aver segnato la via della riduzione di ingombro misto a qualità media della diffusione; poi è venuto il tempo delle più ingombranti cuffie con clip per le orecchie, figlie di quella necessità di fare a tutti i costi sport (anche se correre su di un tapis roulant non è proprio sport!) ascoltando musica.

Mercato maturo, necessità di distinguersi e desiderio di maggiore qualità del suono hanno di recente fatto migrare l’attenzione dei produttori (se supponiamo che sia il mercato a guidare i consumi e non i consumi a guidare il mercato!) verso un MEGA trend, visto che staimo parlando delle cuffie “sovraurali e circumaurali”: si tratta di cuffie molto ampie che possono arrivare a coprire completamente l’orecchio per garantire un ascolto più “pieno”,  senza disturbi esterni e magari anche senza quel fastidioso dolore tipico delle cuffie auricolari.

Prima era prerogativa dei DJ indossare queste morbidissime cuffie, poi anche musicisti e puristi dell’audio… dopo ancora sono sbarcate wireless (derise!) sulle poltrone di mezzo mondo sulla testa di nonni dall’udito non più perfetto; adesso le trovate dappertutto, POP in tutti i colori, giganti e decorate con Swarovski.

Intanto c’è chi si muove su terreni inesplorati dell’amplificazione, una sorta di MOBILE MUSIC: il riferimento è SHAKE , un prodotto USA pensato per chi proprio della musica ce l’ha in testa, sempre!!!

Tunebug Shake - Surround sound for your head

iPod Nano a chi? UX+scenario

E’ stato Steve Jobs, come sempre succede in casa Apple, a presentare il primo iPod Nano estraendolo dalla tasca più piccola dei suoi jeans (la quinta tasca!), quella pochette minuscola in cui si può riporre l’accendino e che originariamente serviva per riporre l’orologio da tasca: il Nano di allora aveva puntato tutto sulle dimensioni ridotte!

Con il nuovo Nano quali sono i vantaggi?

Certo non è più piccolo di tanti altri lettori musicali ma ha una caratteristica che potrebbe far permeare le vere intenzioni di Apple: il video!

Sorvolando sull’aspetto multitouch, firma ormai consolidata sui prodotti Made in Cupertino, il video potrebbe aiutarci a costruire uno scenario futuribile per i prodotti futuri; si, presumo ci sia uno scenario, considerando Apple una azienda sempre molto lungimirante ed attenta alla creazione dello stesso mediante lanci schedulati e prodotti molto “pesati” in termini di performance e comunicazione. Tutte i device di nuova generazione ci hanno permesso di interfacciarci con la rete, con i social network e di accedere a notizie e contenuti, aprendoci a contatti spesso geograficamente lontani: ad oggi è facile condividere informazioni con chiunque sia all’interno della nostra rete (Messenger è stato tra i primi a permettere di mostrare ai nostri contatti, il brano in ascolto sul nostro computer).

ipod nano 4 new nuovo video

Una barriera incredibile è stata così superata e ci ha permesso di interagire secondo dinamiche che seguono una evoluzione ancora imprevedibile…

Ad oggi la difficoltà più grande resta quella di interagire quando le distanze sono minime (per la prossemica siamo nello spettro di quella che Edward T. Hall avrebbe definito distanza personale) e credo che il nuovo device Apple ci potrebbe aiutare in questo: proviamo ad immaginarlo come una spilla, come una cornice digitale, come un accessorio che appendiamo al collo o posizioniamo sui nostri indumenti.

Potrebbe diventare davvero il display, la superficie in grado di farci comunicare con chi ci è vicino, condividendo, o forse sarebbe il caso di fare un passo nel passato e dire mostrando, immagini relative al brano che stiamo ascoltando, al nostro status del momento, ai nostri gusti, interessi e desideri, magari mediante applicazioni sviluppate dalla folla di sviluppatori che circondano il marchio americano. Il nostro “personal display diventerà occasione di incontro in diversi momenti della nostra vita quotidiana, permettendoci di superare quella barriera di diffidenza o indecisione che spopola negli ambienti metropolitani?

Photos on flickr