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Xmas Gift guide #2 – Agloves, mai più senza.

Questa volta un articolo presente nella mia whish list personale.

I guanti Agloves  non hanno nessun appeal, anzi in quanto a soddisfazione estetica stanno decisamente a zero. Sono un articolo squisitamente funzionale. Perchè? Ora ve lo spiego…

Diciamocelo: le previsioni meteorologiche dicono che il freddo vero, quello che ti fa cadere naso, orecchie e dita, è finalmente alle porte, per cui il problema comune – e davvero capitale – è come continuare ad usare impunemente i nostri smartphone (non tutti hanno l’Iphone, non storcete il naso!) senza perdere l’uso delle dita.

Personalmente la questione mi affligge tantissimo…e questi guanti mi cambieranno la vita! Potrò continuare imperterrita a smanettare col telefono per strada, continuando ad ignorare il rischio di perdere la vita causa distrazione perenne…

Non mi dilungherei in spiegazioni tecniche sul funzionamento dei touch screen e dei magici Agloves – schermi capacitivi, nylon rivestito d’argento etc -…mi limiterò a provarli…

Chi me li regala?
Non vi accalcate!

Virale virato dolce – Space Invader@The Outisiders – Attack of the Space Waffles -

A Milano hanno fatto la coda fuori da Coin  per i piumini a dieci euro, a Londra probabilmente  si strattoneranno per accaparrarsi uno dei meravigliosi – nota dell’autore ovviamente – waffle a forma di alieni del mitico Space Invaders, distribuiti belli caldi – da una Space Waffle Machine appositamente studiata -, negli spazi della galleria The Outsiders a Londra.

Di che si tratta? Di una mostra personale di Space Invader appunto, lo street artist francese famoso per aver girato il mondo – e raggiunto ben 35 città – lasciando agli angoli delle strade – o in location ben più assurde – piccoli mosaici ispirati ai mitici arcade game degli anni ’70, ed in particolare a Space Invaders. Davvero prolifico e davvero di successo il nostro, tanto da essere riuscito a colonizzare l’intero pianeta Terra fino ad entrare a far parte della collezione del MOCA – Museum of contemporary art – di Los Angeles e ad avere un ruolo da protagonista nel documentario del 2010 di Banksy - avete bisogno che vi dica chi è? -, Exit through the gift shop.

I suoi piccoli animaletti pixelosi ora passerano da muri più o meno accessibili alle pance dei fortunati che visiteranno la mostra, in apertura il 1° dicembre. Immagino corredati di zucchero a velo. O pronti da portare a casa, in una pratica confezione sottovuoto.

Perché ne parlo? Ne vorrei disperatamente uno. Non sarebbe una fantastica strenna natalizia?

Space Waffles

Space Waffles

Gray's Inn Road

Gray's Inn Road

Brooklyn street art spaceinvader

brooklyn-street-art-space-invader

Excelsior: vado a fare la spesa in centro

La prima fatica dell’architetto francese Jean Nouvel a Milano non poteva che essere il tentativo di costruire un tempio della moda. Non stiamo parlando dello show room di uno dei marchi dell’alta moda MADE in ITALY e nemmeno di un museo che li celebri (da tempo se ne parla!) ma, ed è segno dei tempi, di un department store, una torre di Babele della moda e non solo.
Non vi proporrò l’ennesimo riassunto della mia visita ma un’analisi della struttura di quell’impianto scenico che tra materiali, layout e scelte inconsuete tenta di riscrivere i canoni del fare shopping nel centro di Milano.

I “non” del Excelsior
Non potrete abbandonarvi ad un tour passivo, lasciandovi trasportare dalle scale mobili alternate stile Rinascente (non ci sono) come non potrete cercare l’insegna del vostro brand preferito che campeggia come in una fiera; non vi abbaglieranno con luci teatrali e non troverete manichini.
Nel nuovo modo di intendere lo shopping metropolitano la merce non è esposta in funzione del label ma armonicamente distribuita tra i sette piani realizzati all’interno della struttura ottocentesca: non ci sono espositori come ve li aspettereste ma teche, moduli multi-materiale più vicini alla cultura museale che a quella del visual merchandising: strutture di vetro in cui il materiale del rivestimento interno cambia da modulo a modulo, ora grezzo (cemento) ora meno ruvido ma opaco, il tutto bordato da fughe di luce LED dal sapore futuristico.
Questi moduli danno la direzione, accentuano le prospettive e rendono piacevole il gioco di trasparenze tra capi sartoriali, prodotti di design, in cui il personale dello store fluttua (vestito in modo differente ad ogni piano).
Nel Excelsior non troverete un bar… ma un sumpermercato, si con tanto di banco verdura, carne, pesce e altri prodotti ricercati.
A visita conclusa potreste avere la sensazione di aver visitato una mostra o un luogo di culto, di aver vagato per un’architettura piacevole in cui comprare della verdura (al chilo) ma che certo non è un centro commerciale, alla prima visita, forse, non riuscirete a comprare nulla.

La strada, il palazzo e l’eterna stagione dei saldi

Stavolta non si tratta di trend, ma di qui e ora. Di guardarsi intorno, non per cercare il nuovo e l’emozionante, ma per spalancare gli occhi e storcere la bocca in un misto fra divertimento e orrore. Sui muri di RomaSui muri di Roma

Parlo con la reception? Mi può portare una chitarra in camera, grazie!

Karim Rashid

The only Hotel where Music lives“. Direi che questa è la frase più improbabile e bizzara, che abbia mai sentito, per definire un albergo! Eppure il nuovo NHOW hotel di Berlino è proprio un insieme di forti emozioni e nuove sperimentazioni dove l’ospitalità e il servizio fanno da padrona al nuovo concetto di hotellerie creato dal geniale Karim Rashid.

Si esprime così il designer di origine egiziana Karim per definire il nuovo progetto di Berlino: ”Il design è intorno a noi e ha lo scopo di coinvolgerci a tutti i livelli; il design ripensa il mondo in cui viviamo per scoprire linguaggi inediti. Spesso mi domando se il mondo reale sia esso stesso un’esperienza seduttiva, connettiva, ispirazionale e se sia duttile alle esigenze di ognuno di noi cosi come lo è quello digitale quello che ho voluto realizzare al NHOW Berlin è creare uno spazio in cui coesistano le informazioni digitali del mio mondo estetico” Karim Rashid è un pazzo, ma geniale! E io, personalmente, lo amo proprio per la sua pazzia!

Facciata NHOW Berlino sul fiume Sprea

NHOW Berlino

L’hotel si presenta come un imponente complesso rettangolare, con una base color crema, sovrastata da una eccentrica piattaforma grigio topo. Ciò che attrae subito l’attenzione è la pancia di quest’ultima composta da una serie di specchi che riflettono le acque del fiume Sprea.

Nhow Berlino non attrae solo per la sua stravagante architettura ma,  soprattutto, perchè è l’unico hotel europeo con due studi musicali professionali di registrazione e mixaggio al suo interno. Gestiti, altresì, dal personale degli studi musicali Hansa Studios! (dove incidono artisti di fama internazionale come gli U2, REM, David Bowie e tanti altri).

nhow room with a guitar

Room Nhow Berlino

Musica in libertà anche nelle camere da letto! Basta avvertire prima la reception e, come se fosse la cosa più naturale del mondo, ti viene recapitata direttamente in stanza una chitarra elettrica o classica a seconda delle tue esigenze! Fantastico!

Non so voi, ma io non vedo l’ora che arrivi il 15 Novembre, per poterci fare una visitina, stavolta non avrò neanche bisogno di portarmi dietro la mia chitarra!

Scrivilo sui…


Scritte sui marciapiedi di Milano

Murales e graffiti sono da decenni la forma di espressione artistica più comune per le strade delle nostre città: dai graffiti della grotta di Lussac, passando per il lavoro del messicano Rivera fino alle espressioni più controverse e recenti dell’arte murale MADE in ITALY (auto censored by Asker)questa forma di comunicazione ha sempre ottenuto grandi attenzioni, tanti sostenitori e troppi emulatori. Da alcuni anni la bomboletta ha ceduto il passo, almeno in alcuni ambienti, ai graffiti markers , pennarelli a testa larga e ricaricabili con cui taggare la gittà.

Le TAG, firme stilizzate dei writer metropolitani, hanno fatto la loro comparsa su muri, vetrine e saracinesche di tutta Italia; elementi che, come in una guerra tra bande, rappresentano un passaggio, rivendicano il controllo di una zona o diffondono uno stile.

Questo concetto ha permesso una rapida diffusione dei marker (da portare nello zaino o nello scooter) ed una abitudine-tendenza a comunicare sulle pareti verticali cittadine

Da un po’ di tempo, però,  la superficie su cui scrivere o disegnare è stata ruotata di 90°, ora è orizzonatale: la strada!

Ecco marciapiedi e strade presi di mira dai “giovani firmatari” per nuove TAG e dichiarazioni d’amore: spesso ho visto dediche e frasi d’amore davanti a portoni d’ingresso o sotto le finestre delle novelle Giulietta del XXI secolo. Cambia l’inclinazione della superficie-tela (orizzontale), cambia il punto di vista dell’osservatore (finestra) e spesso cambia anche il contenuto (no immagini ma parole e frasi).

Qualcuno ha anche pensato pene di utilizzare questa tecnica per operazioni di adv e marketing!

Leopard vs English

Diesel Inhibitions [ADV]

Milano Design WeekEND

NASCE MILANO DESIGN WEEKEND
14 /17 ottobre 2010

Quattro giorni dedicati allo shopping di arredamento, percorsi di design, arte e architettura sul tema l’Arte di Vivere, una nuova Intimità

Gruppo Mondadori e RCS MediaGroup – con un network di testate uniche per il settore arredamento hanno deciso di dar vita congiuntamente a MILANO DESIGN WEEKEND, una quattro giorni – dal 14 al 17 Ottobre – dedicata allo shopping di prodotti di arredamento, percorsi di design, arte e architettura.
Un grande evento dedicato al design, pensato per sostenere le aziende del comparto arredamento, tra le principali eccellenze dell’industria italiana, e per celebrare Milano come capitale del design.
Il sito WWW.MILANO-DESIGNWEEKEND.IT riporta tutte le informazioni e gli appuntamenti relativi alla
manifestazione.

Vespa PICNIC

(guarda la gallery)

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