A volte un di un libro può bastare anche solo la copertina. Lo dimostrano le book-bag – o book-clutch, per essere più precisi – realizzate da Olympia Le Tan.
Cosa sono? Il nome è abbastanza esplicativo: Olympia – giovane stilista francese, con esperienze da Chanel e Balamain, e figlia del disegnatore Pierre Le Tan - curiosando nella libreria di famiglia, si è imbattuta nelle edizioni originali di alcuni classici della letteratura del XXI secolo- da Hemingway, a Salinger, a Bram Stoker - e ha deciso replicarle trasformandole in borsette.
Direi che ci è riuscita maledettamente bene…L’unico problema di questi deliziosi oggettini è che sono decisamente poco affordable -per lo meno per le mie tasche-, visto che hanno prezzi a partire da 1000 euro! In compenso finiscono spesso e volentieri in mano alle dive del red carpet – e mentre scrivo questa frase mi sento molto Silvana Giacobini! – . Tilda Swinton ne aveva una sulla passerella dell’ultimo festival di Cannes e Natalie Portman indossava una “Lolita” alla prima di The Black Swan.
Giusto per accrescere in me il desideriderio, la cara Olympia ha presentato ad inizio gennaio al Pitti Woman la precollezione autunno/inverno 2012 ispirata alla letteratura e al cinema italiani…adoro!
Have a look! E lasciateci il cuore! E se avete tempo buttate un occhio anche al Tumblr di Olympia!
Siamo quasi fuori tempo massimo per la corsa ai regali. Un’ottima scusa se colti impreparati nel momento topico dello scambo dei doni potrebbe essere “ti ho preso una cosa online, ma il pacco non mi è ancora arrivato!” – ovviamente corredando la balla con la giusta intonazione di voce ed un’espressione fra lo scocciato e il contrito -. Solo che poi vi toccherà davvero surfare il web alla ricerca di un presente adeguato…se volete un consiglio, potreste cercare di recuperare un fantastico Bearbrick speaker per Iphone/Ipod.
Diciamocelo: i Bearbrick, gli orsetti plasticosi prodotti da Medicom sono una inutile figata. Buoni solo per prendere la polvere, però generano dipendenza e fanno arredamento…e dunque immaginatevi il vostro Iphone o Ipod comodamente alloggiato nell’abbraccio rigido dell’orsetto con la musica che gli esce dalle orecchie! Se poi vi ricordate che state cercando un regalo per qualcun altro vi si spezzerà in cuore, ma l’immagine mentale della vostra scrivania addobbata col succitato speaker durerà abbastanza da farvi strisciare telematicamente la carta.
Del resto all’arrivo del pacco potrete sempre decidere di tenerlo per voi, e continuare a raccontare serafiche baggianate.
Dimenticavo: per i veri hipster c’è anche la versione marchiata Stussy.
Se vivete a Milano è altamente probabile che un terzo dei vostri amici abbia a che fare con il design. O che abbiate una madre particolarmente sensibile al magico mondo di inutilità davvero intriganti che ti si parano di fronte quando metti piede al piano -1 de laRinascente - Design Supermarket, per essere precisi – o in un posto come High Tech. Beh, in entrambi i casi le Pantone Xmas ball di Seletti potrebbero davvero fare al caso vostro. Colorate, decisamente bag on trend e capaci di generare dipendenza. Chi di voi, se adeguatamente imbeccato, non desidererebbe avere un albero di Natale nella scala dei grigi? Così dannatamente understated-chic.
Dunque, fatevi sotto. Minimo sforzo, massimo risultato…vi basterà solo azzeccare il pantone giusto.

Il papillon, o cravatta a farfalla, è un oggetto molto affascinante, dal sapore un po’ retrò e per questo decisamente appealing. I due designer pugliesi che si celano dietro la sigla Cor sine labe doli - che, per inciso, hanno tutto il mio apprezzamento anche solo per la scelta del nome -, hanno fatto del farfallino la prima espressione stilistica del proprio brand – da qui la scelta di chiamarlo Primo, appunto -. Il punto fondamentale è che il loro papillon è fatto di ceramica, ovviamente declinato in una pletora di colori e finiture. Per dirla a parole loro “un accessorio allo stesso tempo privo di precedenti, ma con un forte passato stilistico”.
Il regalo che fa dandy. O il dandy che fa regalo. Inadatto a chi ha mani di burro.
A Milano hanno fatto la coda fuori da Coin per i piumini a dieci euro, a Londra probabilmente si strattoneranno per accaparrarsi uno dei meravigliosi – nota dell’autore ovviamente – waffle a forma di alieni del mitico Space Invaders, distribuiti belli caldi – da una Space Waffle Machine appositamente studiata -, negli spazi della galleria The Outsiders a Londra.
Di che si tratta? Di una mostra personale di Space Invader appunto, lo street artist francese famoso per aver girato il mondo – e raggiunto ben 35 città – lasciando agli angoli delle strade – o in location ben più assurde – piccoli mosaici ispirati ai mitici arcade game degli anni ’70, ed in particolare a Space Invaders. Davvero prolifico e davvero di successo il nostro, tanto da essere riuscito a colonizzare l’intero pianeta Terra fino ad entrare a far parte della collezione del MOCA – Museum of contemporary art – di Los Angeles e ad avere un ruolo da protagonista nel documentario del 2010 di Banksy - avete bisogno che vi dica chi è? -, Exit through the gift shop.
I suoi piccoli animaletti pixelosi ora passerano da muri più o meno accessibili alle pance dei fortunati che visiteranno la mostra, in apertura il 1° dicembre. Immagino corredati di zucchero a velo. O pronti da portare a casa, in una pratica confezione sottovuoto.
Perché ne parlo? Ne vorrei disperatamente uno. Non sarebbe una fantastica strenna natalizia?

TRAP LIGHT Designer: Gionata Gatto e Mike Thompson
Archeologia industriale, una location perfetta per chi vuole proporre nuove idee che raccolgono il buon gusto, la ricerca formale, la diversità culturale e, non possiamo negarlo, la voglia di emergere: si perchè sono proprio i designer emergenti a trovare spazio in una delle mete più suggestive – e mai deludenti – della settimana milanese del mobile: Rossana Orlandi, una sapiente mecenate (tra moda e design), riceve, elabora, giudica, boccia o approva, per poi esporre e vendere, idee e progetti nella sua fucina in cui, nei primi dell’ottocento, si fabbricavano cravatte.
Da sempre, a diverse domande su qual’è il posto più ricco, il meno commerciale, il più eterogeneo, suggestivo e insieme accogliente della settimana targata Design rispondo: Rossana Orlandi.
Nomi noti e sconosciuti, prodotti industriali e artistici, tecnologia e artigianato non compongono uno scenario da bazar ma piuttosto un selezionatissimo spaccato che, a distanza di anni, sembra sempre di più una rara occasione di dare un’occhiata su quello che potrebbe avvenire nei mesi -azzardo anni- successivi.
Sei un architetto? Lo devi conoscere
Sei un designer? Ci devi andare ogni anno
Sei un CoolHunter? Ci dovresti vivere
Serena e Feliciano, due giovani e, per quanto ci riguarda, promettenti designer ci hanno raccontato senza veli la loro volontà di creare e produrre altro design per mezzo di un laboratorio creativo che progetta, realizza e vende i suoi prodotti, pensati in due categorie: Lighting e Space.
Durante la Design Week milanese hanno esposto le loro produzioni 2011, tutte davvero fedeli alla loro filosofia progettuale.
Quale preferiamo? Senza dubbio EASY!!!
Altridea |Milano, Italy
www.altrideamilano.com
This New Balance sneaker caught my attention with it’s wood effect outsole and I felt it really cemented the ‘craft and timeless’ trend of using wood and natural materials, and going back to our roots. I have seen wood used throughout footwear and accessories and I predict this will be a ss 12 trend in lighter colours, but darker wood effects will continue through a transistional period from ss 12 to aw 12. I think we need to use more innovative ways of using wood, rather than just a clog style, and take inspiraiton like the heel counter’s found on Balenciaga’s block platforms. Check out my trendboard for WOODSTOCK at https://sites.google.com/site/parkleadesignagency/my-blog
Cecilia Paredes is renown for her performance, photography, sculpture and installation. Using her body as canvas, she paints herself into backgrounds of damask and chintz, forests and deserts. But she never completely blends —-never becomes mere decoration.
Paredes is a part of the permanent collection of the San Antonio Museum of Art, the Panama Modern Museum, Museo del Barrio New York, and the Museum of Contemporary Art and Design Costa Rica among many other institutions. In 2010 she will have a a solo show at the Moscow Modern Museum of Art and a Fulbright sponsored show at the Cultural Institute in Lima
So che non sono una cosa nuova, visto che le vediamo in giro da un anno o anche più, ma le scarpe alate disegnate da Jeremy Scott per Adidas Originals continuano a colpire la mia fantasia. L’unica novità delle JS Wings 2.0 – che approderanno nei negozi fra pochi giorni – è il colore, un discretissimo mischione di nero e oro. Effettivamente bianche e nere erano un po’ troppo classiche, quasi understated.
L’idea mi piace molto, queste scarpe mi fanno immaginare un fil rouge fra la mitologia greca e latina e la mitologia del consumo o dei consumi.Il feticcio 2.0 – voi riuscite ad immaginare qualcosa di più feticcioso (passatemi il neologismo) delle sneakers?- come i calzari alati di Ermes (o Mercurio), messaggero degli dei e dio della parola, ma anche del sogno. Un paio di costose scarpette a fare da stargate verso il mitico monte Olimpo. Il must have per un toga party.